Fisiopata? Chiromante? Orto-fisio-masso-terapista!? Niente panico. La presenza di figure sanitarie differenti potrebbe confondere i non addetti ai lavori ma – in realtà – la questione è più semplice di ciò che sembra.
L’osteopata, il chiropratico e il fisioterapista sono tre professionisti del benessere che condividono buona parte del bagaglio di conoscenze bio-mediche ma operano attraverso approcci diagnostici e terapeutici piuttosto differenti. Lo scopo di questo articolo è quello di aiutarti a comprendere le differenze e le similitudini tra di loro in modo da sapere a chi rivolgersi per migliorare le proprie condizioni di salute.
L’osteopata
L’osteopata effettua trattamenti manuali su una o più strutture del corpo (articolazioni, legamenti, muscoli e fasce, visceri, fluidi, dinamiche embriologiche) secondo un approccio olistico, causale e non sintomatico.
Ciò vuol dire che egli non rivolge la propria attenzione esclusivamente alla parte del corpo interessata dal dolore ma ha un approccio d’insieme alla salute. L’osteopata utilizza diverse tecniche che possono essere dirette (verso la barriera restrittiva), indirette (ricerca del punto neutro) e tecniche che sfruttano la forza intrinseca dell’organismo. Attualmente il diploma in osteopatia viene conseguito dopo un corso specialistico di 5-6 anni. Dal 2020 però, l’osteopatia è stata riconosciuta come professione sanitaria ed avrà un percorso di laurea dedicato.
Il chiropratico
Anche il chiropratico effettua trattamenti manuali, però sono focalizzati sul sistema neuro-muscolo-scheletrico; soprattutto sulla colonna, le sue vertebre e gli arti. La chiroterapia, dunque, è una pratica che individua come principale causa dei problemi del corpo gli squilibri tra articolazioni e nervi. Le tecniche utilizzate sono in gran parte dirette, soprattutto quelle AVBA (Alta Velocità Bassa Ampiezza, in inglese thrust, volgarmente identificate con lo ‘scrocchiare’ delle articolazioni). La laurea in chiropratica può essere conseguita all’estero grazie ad un percorso universitario riconosciuto.
Il fisioterapista
Il fisioterapista elabora innanzitutto percorsi di riabilitazione, spesso accompagnando il paziente nelle fasi più delicate. Può effettuare manipolazioni o massaggi di vario genere, e – a differenza di osteopati e chiropratici – utilizza dei macchinari specifici per effettuare laserterapia, tecarterapia, ionoforesi, ecc… L’approccio del fisioterapista si differenzia dagli altri per il fatto che si concentra principalmente sulla zona affetta dal trauma o dal dolore, operando solitamente dove i sintomi si manifestano. La laurea in fisioterapia viene conseguita frequentando un corso triennale in ambito universitario.
Nessuna di queste tre figure è abilitata alla prescrizione di farmaci ma può collaborare con altre branche mediche.
Ulteriore confronto tra osteopata e chiropratico
Considerando che questi due operatori effettuano esclusivamente trattamenti manuali, è bene chiarire le differenze tra i due. Stessa cosa per l’approccio diagnostico e terapeutico, che può risultare abbastanza diverso.
• L’osteopata che rispetti i principi fondamentali dell’osteopatia (ne ho parlato qui) cerca innanzitutto di fornire una diagnosi, individuando le cause dei sintomi. Effettua trattamenti attraverso tecniche non invasive, utilizzando il minimo stimolo utile a ritrovare uno stato di salute, cercando quindi di favorire un adattamento graduale senza effetti collaterali. Contrariamente al chiropratico, l’osteopata non tratta solo le articolazioni ma anche le altre strutture del corpo come i visceri, le fasce, i fluidi, ecc.
• Il chiropratico utilizza soprattutto tecniche ad Alta Velocità e Bassa Ampiezza in grande quantità (ho parlato di queste tecniche in un precedente articolo). Solitamente, egli cerca di ‘normalizzare’ tutte le disfunzioni che trova a livello articolare piuttosto che risalire alle cause prime che hanno generato i sintomi. Inoltre, il chiropratico si focalizza esclusivamente sulla colonna vertebrale e sugli arti, non trattando quindi le altre strutture del corpo.
Riepilogo in sintesi
Osteopata
• Approccio: olistico, causale, non sintomatico
• Trattamenti: manuali, su tutto il corpo
• Pazienti: di tutti i tipi
• Studi: titolo D.O. conseguito dopo un corso privato di 5-6 anni (verrà ridotto a 3 anni come futuro corso di laurea)
Chiropratico
• Approccio: olistico ma focalizzato sul sistema nervoso e sulle articolazioni
• Trattamenti: manuali, focalizzati sulla colonna e gli arti
• Pazienti: che non siano in fase acuta, neonati, bambini, anziani o donne gravide
• Studi: laurea conseguita all’estero in un’università riconosciuta
Fisioterapista
• Approccio: solitamente sintomatico e localizzato, con delle eccezioni
• Trattamenti: manuali e con macchinari
• Pazienti: che non siano in fase acuta (salvo quelli trattati con macchinari) o impossibilitati a muoversi
• Studi: laurea triennale (facoltà di medicina e chirurgia)
Olistico, non sintomatico... cosa significano queste parole?
Spesso, quando si parla di osteopatia vengono utilizzate parole come approccio olistico e non sintomatico. Una terapia basata su tale approccio considera il paziente nella sua totalità. Secondo questa visione, l’interezza di ogni organismo vivente è qualcosa di più della somma delle parti che lo compongono (corpo, mente, abitudini, ambiente, fattori ereditari, ecc.).
L’osteopata non si concentra solamente sui sintomi e non rivolge la propria attenzione esclusivamente alla parte del corpo interessata dal fastidio/dolore ma ha un approccio d’insieme alla salute. Le cause di una condizione patologica possono infatti avere origine in regioni del corpo differenti da quelle dove si manifesta il dolore o il sintomo. Ad esempio, vertigini e disturbi dell’equilibri potrebbero dipendere da una condizione infiammatoria di uno o più denti.
Quando chiamare l’uno e quando chiamare l’altro?
A mio avviso, l’osteopata, il chiropratico e il fisioterapista hanno competenze diverse che non sono inter-scambiabili (salvo poche eccezioni). In momenti diversi della vita, potremmo avere bisogno dell’uno o dell’altro, quindi non ha senso metterli in competizione.
Cerchiamo di farla semplice! Ma… senza fare dei ragionamenti semplicistici! Se i tuoi dubbi dovessero persistere chiedi consiglio ad un professionista.
Solitamente, è una buona idea rivolgersi ad un osteopata in presenza di:
• Disturbi viscerali
• Fase infiammatoria acuta
• Grave limitazione del movimento
• Condizione post-operatoria
• Dolori o sintomi intermittenti, di intensità variabile e sede variabile
• Situazioni cliniche complesse che hanno bisogno di supporto o chiarimento
Solitamente, è una buona idea rivolgersi ad un fisioterapista in presenza di:
• Disturbi posturali o del movimento
• Dolore o fenomeni infiammatori ben localizzati ma senza una grave limitazione del movimento (es. tendiniti ostinate)
• Necessità di riabilitazione o abilitazione ad un’attività
• Esigenze specifiche in ambito sportivo (es. recupero o sviluppo di abilità)
Solitamente, è una buona idea rivolgersi ad un chiropratico in presenza di:
• Dolore, sintomi o limitazione del movimento ma non durante la fase infiammatoria acuta
• Dolore, sintomi o limitazione del movimento ma non in condizione post-operatoria
• Pazienti giovani o adulti (no: neonati, bambini, anziani o donne in gravidanza)
Conclusioni
Finalmente abbiamo svelato l’arcano! Metti la salute al primo posto e prenditi il tempo per fare una scelta ponderata, ora hai modo di farlo!
Se sei di Pescara e dintorni e hai bisogno di un osteopata, non esitare a contattarmi per prenotare una seduta con me o per chiarire eventuali dubbi che possano ancora sussistere.
—
Silvio Spina | Osteopata Viscerale
Tel. 329 790 5851
Email: spn.slv@gmail.com
SS16bis, 54/B, 65010 Spoltore PE – c/o Fisiopoint (vicino centro commerciale ARCA)




